Alla scoperta della Taranto sotterranea

 

 

 

 

 

IPOGEI

Un ipogeo è una costruzione sotterranea di interesse storico e antropologico, realizzata interamente dall’uomo o come riadattamento di cavità naturali.

I sotterranei di Taranto sono preziose testimonianze di vita risalente a insediamenti urbani di epoca tardo-antica e medievale visitabili su prenotazione.

I Sotterranei di Taranto sono ambienti ipogei frutto dell’antica tendenza a ricavare abitazioni, luoghi di culto e ambienti produttivi scavando il banco calcarenitico. Molti dei palazzi che oggi possiamo ammirare nel borgo antico di Taranto sono stati realizzati grazie ai materiali scavati nella roccia proprio al di sotto di essi. Quegli scavi diventarono cantine, frantoi, ambienti di ricovero mezzi e depositi di grano, carbone e tanto altro.

Gli ambienti ipogei sono numerosissimi, tanto da formare una vastissima rete di sotterranei e un complesso sistema di cunicoli che si estende a reticolo che li collega con accessi anche al mare. La Città Vecchia risulta infatti attraversata da una miriade di cavità sotterranee disseminate sotto tutti i palazzi nobiliari, conventi, chiese. Gran parte di tali cavità fanno parte di un contesto stratigrafico risalente al periodo greco, spesso aree di cava risalenti a questo periodo storico che potrebbero essere interessanti per individuare tratti murari, fondazioni di edifici o aree pubbliche, aree templari ed assi stradali antichi e periodi storici specifici, funzionalità primaria ed attuale. Tra i tanti Sotterranei di Taranto, ve ne segnaliamo alcuni tra i più imponenti che si distinguono per maestosità, bellezza e un certo fascino dovuto ad un alone di mistero che li circonda. Queste bellissime testimonianze storiche vengono oggi sapientemente curate dall’associazione Nobilissima Taranto anche grazie al sostegno della Fondazione Oro6 per il sociale.

L’ipogeo di Palazzo Gennarini

L’ambiente ipogeo è costituito da un unico grande vano posto a circa otto metri e corre lungo via Duomo per venticinque metri. Il Palazzo fu recuperato dal fallimento dell’attività commerciale degli Zingaropoli di Napoli grazie alla famiglia Gennarini nel tardo Settecento sotto Re Ferdinando IV Borbone: l’ ipogeo fungeva  forse da deposito o forse da piccolo forno caratterizzato dalla presenza di un pozzo- cisterna alimentato da una falda idrica sottostante.

Nasce probabilmente come una grande cava di età greca come mostrano i caratteristici tagli dell’epoca. La presenza di un ampio cunicolo, che appare rivolto in direzione di palazzo Galeota, il palazzo dove è nata, secondo una diceria popolare, la leggenda della cosiddetta “aure” , un folletto cattivo e dispettoso che le mamme minacciavano di invocare durante la notte per spaventare i ragazzi un po’ discoli, fa pensare ad uno di quegli ambienti che caratterizzavano il pittaggio Baglio in età medievale prima dell’avvento delle grandi strutture nobiliari che occuparono e riorganizzarono l’attuale via Duomo. I tagli effettuati per impostare le bocche di aerazione hanno messo in evidenza alcuni tratti del tracciato della strada bizantina emersa durante gli scavi del 1931 sotto via Duomo.

Hypogeums

An “ipogeo” (hypogeum) is an underground construction of historical and anthropological interest, entirely man-made or as a re-adaptation of natural cavities.

Taranto Undergrounds are valuable testimonies of life in the urban settlement which date back to Late Antiquity and Middle Ages. The Undergrounds can be visited on reservation.

The Taranto Undergrounds are hypogeal environments which are the result of the ancient tendency to edify homes, places of worship and productive environments by digging the calcarenitic bench. Many of the palaces that we can admire today in the old town of Taranto were built using the materials excavated just beneath them. Those excavations became cellars, mills, storage shelter environments, grain and coal depots and much more.

Hypogeous environments are so numerous that they form a vast underground network and a complex system of tunnels, which extends to a network that connects them with access to the sea. In fact, the Old City is crossed by lots of underground caverns spread underneath all noble buildings, convents and churches. Most of these cavities are part of a stratigraphic context dating back to the Greek period. They often were quarries dating from this historical period, and might be interesting to find masonry, foundations of buildings or public areas, temple areas and ancient road axes and historical periods specific, primary and current functionality. Among the many Taranto Undergrounds, we point out some of the most impressive ones that stand out for majesty, beauty and some charm due to a mystery mist surrounding them. These beautiful historical testimonies are handled expertly by the Nobilissima Taranto Association today.

The hypogeum of Palazzo Gennarini

The hypogeum environment consists of a single large room, located about eight meters underground and which runs along “Via Duomo” for twenty-five meters. The palace was recovered from the failure of the Zingaropoli business in Naples thanks to the Gennarini family in the late eighteenth century, under King Ferdinand IV Bourbon. The hypogeum was perhaps a storage or perhaps a small oven characterized by the presence of a well, powered by an aquatic groundwater.

In the origins it probably was a large quarry of Greek age, as it shows the typical cuts of that time. The presence of a large tunnel, which appears in the direction of Galeota palace, looks like one of the typical environments that characterized “Baglio” (a so called “pittaggio”, one of the neighborhoods of the Old City) during the medieval age before the advent of the great noble structures that occupied and reorganized the current “Via Duomo”. The cuts made to set the aeration ports have highlighted some of the traces of the Byzantine road emerged during the excavations of 1931 under “Via Duomo”.

 

In this palace, according to a popular rumor, the legend of the so-called “aure” was born. It was a bad and nasty gaze that moms threatened to invoke during the night to scare unruly boys.